
Il romanzo “Violeta” di Isabel Allende è stato pubblicato nel 2022, esattamente quarant’anni dopo “La casa degli spiriti”, l’opera che l’ha consacrata al grande pubblico. Si tratta di un romanzo epistolare che abbraccia un secolo di storia: inizia nel 1920 con la pandemia di influenza spagnola, al termine della Grande Guerra, e si conclude nel 2020 con l’emergenza del Coronavirus. La protagonista, Violeta del Valle, poco prima di morire scrive una lunga lettera a Camilo, un uomo che ha cresciuto come un figlio e che, dopo un passato da dissidente contro il regime, è diventato sacerdote. A lui confessa l’intera sua esistenza, cercando una sorta di assoluzione attraverso il racconto dei suoi “peccati”. Il lettore segue la vita della protagonista dalla nascita in una notte tempestosa del 1920 – prima femmina dopo cinque fratelli – attraverso la crisi del ’29 che costringe la famiglia al trasferimento nel sud del Paese, fino alla sua affermazione come donna libera ed economicamente indipendente. La sua è un’esistenza segnata da passioni travolgenti e legami sentimentali complessi. Negli ultimi anni, Violeta troverà finalmente la pace interiore, anche grazie al confronto con figure come padre Benoit e al sostegno verso chi lottava contro la ferocia della dittatura.
Si tratta di un romanzo storico dove la Storia, quella con la “S” maiuscola, resta sullo sfondo, filtrata dalle vicende umane. Allende celebra ancora una volta l’universo femminile e la resilienza delle donne: «Sole siamo molto vulnerabili, insieme siamo invincibili». A Camilo, destinatario della sua memoria, scriverà: «Caro Camilo, lo scopo di queste pagine è di lasciarti una testimonianza, perché credo che in un futuro lontano […] la mia vita meriti di essere raccontata, più che per le mie virtù per i miei peccati, molti dei quali nemmeno sospetti».
Prof.ssa Maura Giannattasio