
“L’amore mio non muore” è il primo romanzo d’amore scritto da Roberto Saviano. L’autore, mentre stava svolgendo uno studio sulle donne di ambiente ’ndranghetista che si erano opposte alle regole dei clan, trova le carte processuali riguardanti la vicenda dei due protagonisti: Rossella Casini, studentessa universitaria di Firenze, e Francesco Frisina, arrivato da Palmi a Firenze per studiare Economia, destinato, probabilmente, a diventare un “colletto bianco” all’interno del suo clan.
È la storia di un amore totale e intenso che, purtroppo, si interrompe drammaticamente, perché le regole all’interno della più pericolosa e diffusa organizzazione mafiosa mondiale non ammettono che i sentimenti si antepongano alle leggi e all’onore della famiglia.
L’amore di Rossella per Francesco è fondato su una fiducia assoluta, tanto da convincerla di poterlo sottrarre ai codici omertosi di cui è impregnato. Per Rossella questo amore può diventare un’arma per interrompere la faida tra i clan Frisina-Condello, e per questo si espone fino ad andare a parlare con il capoclan della famiglia rivale.
Nei sistemi mafiosi, invece, l’amore viene annullato: in questi contesti contano solo le regole della faida. Rossella, quando si rende conto della crudele realtà, difende ancora il suo sentimento dicendo: “Non voglio vedere Francesco sotto un lenzuolo”.
Per lei, “l’amore non cammina: o vola o cade” e, anche quando “impatta contro le scogliere della realtà”, non muore mai.
Durante la lettura, Rossella può apparire ingenua, impulsiva, persino ossessiva; solo alla fine si comprende che le sue azioni sono dettate dalla forza di un amore che difende fino in fondo, ma che viene tradito nel modo più devastante. Il suo corpo scompare per sempre, vittima di una violenza brutale: la mafia esercita la vendetta più atroce anche contro chi osa combatterla con la sola forza dell’amore.
Prof.ssa Maura Giannattasio